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L’allenamento e gli esercizi della danza classica

foto di danza classica

In realtà, quando si parla di “allenamento e danza classica”, si utilizza un termine improprio. “Allenamento” si riferisce agli atleti. I danzatori non sono atleti, sono dapprima allievi, poi artisti. Si può parlare di riscaldamento, di preparazione, di esercizi preparatori, che saranno diversi in base ai corsi, divisi per livelli: si comincia con la pre-danza – che però non è prevista da tutte le scuole-, poi la propedeutica, poi cinque anni di corsi veri e propri, poi altri tre, che coinvolgono chi vuole intraprendere la carriera di professionista.

Mentre ci si può appassionare all’ hip hop , che non richiede particolari caratteristiche se non una certa attitudine al ritmo, a qualsiasi età, per la danza classica ci vogliono dei requisiti specifici e una particolare predisposizione.

 

Danza classica: la propedeutica

 

Gli esercizi di propedeutica alla danza classica iniziano intorno ai sei, sette anni mentre prima erano previsti intorno ai cinque. Si richiede infatti ai bambini una certa maturità fisica, una specifica formazione sia ossea sia muscolare perché gli esercizi prevedono una sorta di intervento, sul corpo, che non è naturale. Si parlerà, su più fronti, di “extra”: extra rotazione, extra flessione, extra stretching.

Bisogna raggiungere degli obiettivi fisici con metodi che possono apparentemente sembrare delle torture ma in realtà permetteranno progressivamente al danzatore di essere ben definito sia muscolarmente sia stilisticamente.

Le “belle linee” future saranno date anche dalla capacità di assumere posizioni e posture possibili solo se ci si prepara adeguatamente.

La fase di propedeutica prevede intanto degli esercizi di ritmo. La musica andrà contata. Ad alta voce prima, nella mente poi.

Si eseguiranno esercizi di espressività, esercizi di comprensione degli spazi, che hanno molto a che fare con la geometria – basti pensare che una sala di danza la sala è divisa in otto punti – imparando a muoversi tra angoli, pareti, diagonali e questo consentirà, successivamente, di saper lavorare in qualunque sala o teatro.

Bisognerà seguire determinati schemi: muoversi in fila, in diagonale, in riga, a tempo.

La propedeutica dura due anni e prevede una serie di esercizi svolti a terra. In questa fase si cominciano a preparare i piedi, a stendere le punte, a stendere le ginocchia, a comprendere che le gambe devono stare ben tese. Per ben due anni, a dispetto di quanto si possa immaginare, i piccoli allievi non si alzano quasi da terra.

 

Danza classica: passi, posizioni, esercizi

 

Dopo i primi due anni i bambini iniziano gli esercizi alla sbarra. Si compiono degli esercizi di riscaldamento che preparano a quelli che sono definiti i virtuosismi della danza. Il piede dovrà lavorare in maniera lenta, morbida ma piacevole all’occhio di chi guarda, secondo dei criteri stabiliti per la danza classica.

Si inizia a lavorare in rotazione – si chiama così ma di fatto per gli esseri umani rappresenta un’“extra rotazione” – ruotando dalle anche fin giù ai talloni.

Si inizia a lavorare sul plié che rappresenta, assieme al tendu, un po’ la base di tutti gli esercizi. Si inizia a insegnare a saltare, si spiega l’atterraggio, che deve essere morbido, con le gambe piegate.

Nello stesso tempo tutta la parte superiore, fortificata già nei due anni di propedeutica, non viene tralasciata, per cui sarà necessario mantenere di continuo, con attenzione, una posizione eretta, immaginando come un filo che tende il corpo verso l’altro, non inclinando la testa, non abbassandola verso il basso, sentendo la colonna dorsale come una cosa sola, che va verso il basso dal coccige e verso l’alto dal capo. Un importante lavoro con le braccia sarà rappresentato dal port de bras, a cui i bambini lavorano appena si alzano da terra, perché il corpo deve essere solido a sostenere il lavoro delle braccia, morbide e armoniose.

Tutta una serie di obiettivi fondamentali, quelli elencati, che nella pratica si raggiungeranno in tempi molto lunghi, motivo per cui i bambini che si approcciano a questa disciplina devono essere molto volenterosi.

Dopo il terzo anno di sbarra gli esercizi per maschietti e femminucce si differenzieranno. I maschi approfondiranno salti, giri, grandi giri, le femmine punte. Quando Insieme, il maschio sarà il porteur.

 

Danza classica: lezioni e ruolo dell’insegnante

 

Tutte le lezioni di danza classica sono caratterizzate dallo stesso rituale: in classe si entra in fila, uno dopo l’altro, si saluta l’insegnante, ci si sistema nella propria posizione -durante propedeutica ci si sistema a terra-. Le lezioni si concludono con un inchino.

Gli esercizi vengono accompagnati dal suono di un pianoforte. Di norma ogni scuola dovrebbe avere a disposizione un pianista anche se nella pratica non è sempre facile per cui non è raro che si utilizzino delle registrazioni adatte a ogni corso.

Compito di una brava insegnante è rendere stimolante una lezione fatta di esercizi che spesso possono rivelarsi un po’ noiosi utilizzando da una parte l’ironia, dall’altra spiegando bene agli allievi quali sono gli obiettivi che potranno raggiungere attraverso gli esercizi che stanno facendo.

Oltre ad avere delle ottime competenze l’insegnante dovrà essere sensibile e attenta. Il suo ruolo in aula è fondamentale. All’interno del gruppo infatti si creeranno quelle dinamiche di competizione che un insegnante deve anche essere bravo a cogliere, a gestire, a contenere.

Dietro le lezioni di danza c’è un grandissimo lavoro fisico, mentale, di pazienza, di aspettative.

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