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Il combattimento e le gare del Muay Thai

foto lotta muay thai

Dopo aver illustrato le varie fasi di un allenamento per Muay Thai, disciplina sportiva di origine thailandese, vedremo adesso di raccontare a grandi linee come si svolge un combattimento ufficiale.

 

Combattimento Muay Thai: gli atleti

I partecipanti agli incontri di Muay Thai sono divisi in categorie di peso e in base alla loro esperienza ed età. Ogni incontro viene preceduto da una visita medica, che di solito si svolge il giorno prima, nel corso della quale l’atleta viene pesato e il suo peso registrato in maniera ufficiale.

Durante l’incontro i combattenti indossano il tipico pantaloncino Muay Thai e tutta una serie di protezioni, che devono essere omologate e che variano in base alla classe di combattimento. Le protezioni sono del colore che viene loro assegnato, blu o rosso.  L’unico bendaggio consentito è alle mani: un bendaggio morbido, non più largo di 5 cm e non più lungo di 2,5 cm. Le nocchie, però, devono rimanere scoperte. Inoltre è loro vietato indossare oggetti metallici.

L’atleta combatte a piedi nudi e, durante la cerimonia di apertura, indossa il tradizionale Mongkol, un copricapo considerato sacro che poi, solitamente, l’allenatore sistema all’angolo assegnato al combattente, come portafortuna.

Quando l’incontro sta per iniziare l’atleta si porta al centro del quadrato, o Tatami -a bordo del quale sono disposte tutta una serie di attrezzature come sgabelli, gong, cronometri-. si sistema di fronte al suo avversario, a circa due metri di distanza, e scambia con lui un saluto.

 

Combattimento Muay Thai: commissione tecnica

 

I combattimenti si svolgono davanti a un Commissario di riunione, che rappresenta la massima autorità presente, e di un arbitro, che ha il compito di salvaguardare l’incolumità degli atleti e osservare costantemente che le regole siano rispettate.  In casi estremi può anche squalificare un giocatore per una scorrettezza.  

Intorno al quadrato sono presenti un cronometrista, un annunciatore, che comunicherà le informazioni principali ed è tenuto ad astenersi da commenti personali e tre giudici ai quali è richiesta, così come all’arbitro, la massima imparzialità.

A ogni incontro è sempre presente anche un medico che, seduto vicino alla giuria, può richiedere, in qualsiasi momento, di interrompere un incontro, qualora lo ritenesse necessario. Il medico è l’unico che può salire sul quadrato per prestare soccorso.

Gli atleti sono assistiti all’angolo da due secondi, che vegliano sul loro comportamento e ne hanno la responsabilità anche fuori dal quadrato

 

Come si svolge un combattimento Muay Thai

 

I tempi dei combattimenti sono molto stretti, variano dalla categoria ma in genere vanno da 3 a 5 riprese fino a 3 minuti con intervalli fino a 2 minuti.

Nel corso dei combattimenti gli atleti hanno modo di mettere sul campo tutte le tecniche Muay Thai imparate col tempo. Anche queste dipendono dalla categoria di appartenenza. I giudici tengono conto della tecnica, della precisione, del mantenimento delle giuste distanze e assegnano di volta in volta dei punteggi.

A ogni atleta sono assolutamente vietate tutta una serie di azioni ritenute scorrette come attaccare con la testa, mordere o graffiare l’avversario, fare sgambetti, buttarsi a terra senza motivo, polemizzare con l’arbitro, essere irrispettosi con gli spettatori: l’elenco, che potrebbe continuare per un bel pezzo, comprende tutte quelle azioni che non tengono conto del rispetto degli altri.

In realtà tutti, dall’arbitro ai giudici, sono tenuti ad avere un comportamento decoroso: il rispetto e la disciplina sono considerati fondamentali nel Muay Thai e caratterizzano ogni aspetto dell’incontro.

 

Conclusione di un incontro Muay Thai

 

È l’arbitro che, verificati i verdetti dei giudici, proclama il vincitore alzandogli il braccio.

Ogni verdetto è insindacabile tranne nel caso si riscontrino errori molto evidenti o irregolarità.

Se un incontro termina in pareggio i giudici possono esprimere il verdetto tenendo conto della migliore prestazione, miglior difesa o della resistenza fino all’ ultimo round.  Nel caso, invece, in cui entrambi i combattenti a un certo punto dell’incontro fossero KO si definisce il vincitore in base ai punti accumulati fino a quel momento.

Dopo la proclamazione del vincitore i due avversari, su invito dell’arbitro, si stringono la mano. Scopo di tutti questi piccoli rituali è invitare al rispetto reciproco, incitare a quella sportività che dovrebbe fare di ogni gara un incontro, e non uno scontro. 

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